Ricordi?:la grande prova di maturità di Valerio Mieli

lunedì, Marzo 25, 2019 0 No tags Permalink 8

Va dato atto a Valerio Mieli di essere autore personale, fuori dalle mode, intelligente e raffinato, capace da storie minimali-nel senso di trama- di andare a parare su riflessioni che diventano il soggetto stesso dei suoi film. Mieli, inoltre, ha un’altra dote: i ragionamenti che ci propone possono essere comuni agli individui dotati di sensibilità ma li evolve con un tocco tale da farli diventare originali e unici. C’è quindi una specificità autoriale senza spocchia o ansie, senza la pretesa di voler salire in cattedra ad ogni scena. Essendo anche molto scrittore Mieli un’altra volta ancora dopo Dieci Inverni prende a pretesto una storia d’amore giovanile: in quel suo film d’esordio era il tempo a scandire la progressiva erosione del rapporto. Qui il concetto è amplificato: mentre il tempo scorre sono i ricordi a determinarlo e a cadenzarlo. Impresa non semplice da tradurre per il cinema. Mieli ci riesce soprattutto grazie a un incipit da applausi a scena aperta dove lo spettatore è messo di fronte a un crepitìo di piani temporali che si inseguono e sovrappongono. Un’ubriacatura tale da cancellare qualsiasi domanda da parte di chi osserva lo schermo, di dove ci si trovi, se prima, durante. Non c’è più il quando, c’è il suo annullamento e quindi l’ingresso felice nella psiche della magnifica coppia Luca Marinelli-Linda Caridi che seguiremo dall’inizio alla fine di Ricordi? gustando la bellezza-oggettiva- di un film che non a caso lascia la sala in silenzio e invischiata nelle stesse riflessioni dei due protagonisti.

È questa la magia di Ricordi ?. Perché la storia in se stessa non ha nulla di diverso da altre. È puro scheletro per contenere l’incontro-scontro tra due ottiche, tra due percezioni del passato che determinano l’evoluzione del rapporto. I personaggi senza nome di Valerio Mieli si macerano andando a scavare non tanto ciò che è stato, quanto come vivano il loro remoto a seconda delle proprie sensazioni. C’è un annullamento della realtà oggettiva-che non interessa né al regista né a noi- a favore di una introspezione naturale mai artificiosa, semplice come quella che ogni essere umano applica al proprio ieri. La cupezza dell’uno, Marinelli, si contrappone alla serenità dell’altra, Caridi; poi quello che sembra essere un gioco si fa più sfumato.Se i piani temporali si affastellano anche il vivente dei rispettivi ricordi si modifica: muta l’approccio perché intanto la vita sta scorrendo e anche ciò che si è vissuto assume forme diverse. È un continuo passato continuato che spiega le dinamiche dell‘ora e in definitiva spiega gli uomini, le loro reazioni, la loro vita.

Film delicato Ricordi? è un tripudio di bellezza formale grazie alla fotografia di Daria D’Antonio e al montaggio di Desideria Rayner mai come in questo caso fondamentali per dare credibilità a un’opera molto più semplice a immaginare che a concretizzare. La riuscita è assoluta: anche i (pochi) compiacimenti estetici non sono mai invasivi e spesso aiutano a rafforzare la poetica di un film tutto giocato sulle espressioni, gli sguardi, i silenzi dei due attori principali inseriti, anche a seconda del loro stato d’animo, in spazi ariosi o claustrofobici, dissolti nella nebbia o luminosi sotto il sole di Ponza, felici nella casa dell’amore o quasi soffocati dalle mura quando le discordanze prendono il sopravvento. Piuttosto pesano sull’impalcatura alcune lungaggini verbali, certe riflessioni fin troppo esplicite sul significato del tempo, certi discorsi che fanno molto liceale triste e solitario, autentici limiti di un’opera che guarda, visivamente, ad illustri esempi. È però un piccolo peccato che si può perdonare guardando alla totalità dell’operazione Ricordi?. Sul fronte degli interpreti Luca Marinelli si conferma cavallo di razza e di caratura superiore alla media. Non ha nemmeno bisogno di commenti positivi tanto è attore capace, intenso, istrionico e sempre diverso, lontano dalla presunzione di voler interpretare se stesso. Anche su Linda Caridi c’è davvero poco-o moltissimo- da scrivere: il mio innamoramento-cinematografico- per questa giovane attrice è di lunga data: Antonia di Ferdinando Cito Filomarino-http://guidoschittone.com/articoli/antonia-la-morte-come-inno-alla-vita/-l’ha fatta conoscere al grande pubblico dopo la sua militanza teatrale. È più di un talento da coltivare: è già fiorita ed è un bene che il cinema italiano prosegua a offrirle parti importanti in film non banali, intelligenti, di grande qualità come appunto è Ricordi?.

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