C’è Blood Simple nell’Oscar dei Coen

lunedì, Febbraio 25, 2008 0 No tags Permalink 0

2867-large.jpgL’Oscar a << Non è un paese per vecchi >> dei fratelli Coen è meritato: il film è bellissimo, forse cala nella parte finale quando i due fratelli terribili della cinematrografia Usa cercano di rendere nel migliore dei modi le parole di Cormac McCarthy, dal cui romanzo è tratto. Proprio ieri ho fatto un’esperimento: ho riguardato il primo film dei Coen, << Blood Simple >>. Per la serie si torna sempre sul luogo del delitto, in quella prova d’esordio, dove a prevalere sono la violenza, l’ironia, il no sense e il culto cinefilo dei due, si notano i prodromi di un cammino coerente e costante, sfociato appunto nell’ultima convincente prova da Oscar che già a Cannes aveva ottenuto decorosi consensi. << Non è un paese per vecchi >> non è il miglior film dei Coen. << Fargo >> e l’intenso << L’uomo che non c’era >> a parer mio valgono di più, a dimostrazione dei limiti di un premio nel quale contano fin troppo i giochi interni ed esterni delle major cinematografiche. Ma è un ottimo libro per immagini dove i Coen ripartono appunto da << Blood Simple >>(mettere a confronto la prima panoramica dell’uno e dell’altro) per ricreare un Texas vuoto, desolato, duro, fatto di motel in cui il cambiamento dei valori trova impotenti, sebbene non incoscienti, coloro i quali, come lo sceriffo Tommy Lee Jones, vedono il mondo cambiare e procedere nel cinismo più puro. In << Blood Simple >> , uscito nel 1984, nessuno alla fine si salvava dall’assenza di etica. Era un mondo di inganni in cui traditi e traditori mettevano in scena un gioco di specchi e alla fine non esisteva salvezza per nessuno, nemmeno per la splendida interprete Frances MacDormand, che poi diventerà nella vita moglie di Joel Coen e sua attrice di riferimento in numerosi film. In << Non è un paese per vecchi >> la salvezza di fatto non esiste nemmeno dall’incipit. La cosa curiosa, che i Coen rendono benissimo dal capolavoro di McCarthy, è che ogni protagonista ha comunque una legge << amorale >> di riferimento, nemmeno l’alieno Javier Bardem (definito dai due autori in questo modo in una recente intervista) riesce infatti ad apparire unicamente spietato. Perché in ogni film dei Coen c’è sempre una visione di estrema simpatia per coloro che agiscono e pensano in modo aberrante. Quasi che i due si divertano nella provocazione. Su questo fronte lo splendido << L’uomo che non c’era >>, impreziosito dalla strepitosa prova d’attore di Billy Bob Thornton, ne è un esempio illuminante. Siccome la notte mi porta pensieri e riflessioni, ed è la notte la parte migliore a livello intellettuale, credo che sarebbe stato bellissimo commissionare il film anche a un altro grande del cinema contemporaneo: Clint Eastwood e poi mettere a confronto la letteratura di McCarthy secondo le ottiche differenti dei fratelli da Oscar e dello stupendo autore degli << Gli spietati >>, ovvero il film che chiude definitivamente la leggenda del western. Perché il cinema non è solo industria e intrattenimento. E’qualcosa di molto più serio, di più profondo, come la letteratura.

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