Tra disgusto e acqua calda

domenica, Gennaio 20, 2008 0 No tags Permalink 0

Il disgusto è vedere come siamo ridotti, quale è la nostra immagine internazionale, come stiamo andando. L’acqua calda è quello che si scrive in questi ultimi anni: oggi sul Corsera Pierluigi Battista, raffinato e coltissimo giornalista- ma non solo- ha scritto un bel pezzo in prima pagina parlando dello squallore della sanità pubblica. I posti di primariato- aggiungo io anche quelli dei subalterni- sono spesso se non sempre appannaggio di professionisti tessera muniti. Questo- scrive sempre Battista- è un esempio di << ordinaria lottizzazione >>, non di un reato ma di un malcostume che ingenera appunto il disgusto della gente. Non ci voleva un fondo per dirlo: in Italia è così da sempre. Trovo inutile affermare che dalla fine della Prima Repubblica, nel 1992, ad oggi non è cambiato niente. La realtà è che l’Italia è sempre stata così, ben prima del 1992. Ricordo la disperata rassegnazione di mio padre, primario senza tessere, per le angherie che allora riceveva perché non faceva parte di combriccole politiche. Si era negli Anni’60 e ’70 e oggi la situazione mi sembra identica se non peggiorata perché la statura morale non è quella di un tempo.. Le strutture sanitarie sono solo uno dei tanti esempi che si possono portare. Diciamo che in ogni settore l’Italia va così: in alcuni, mi riferisco per esempio al mondo dell’informazione, c’è anche l’appartenenza alla lobby che è fondamentale. Se non ne fai parte puoi essere anche il migliore del mondo ma è miracoloso riuscire ad importi. E’già molto che tu riesca a lavorare. Non si tratta di un problema di tessere o di politica. Ma di cultura, di un qualcosa di ben più vasto e ingombrante. Temo che sia connaturato alla nostra razza, a qualcosa che viene da molto lontano, da tempi remoti, ci vorrebbe un libro di vari tomi per spiegare le << caste >> di ieri e per comprendere meglio quelle di oggi. L’italiano è il << cliente >> migliore al mondo. Per questo mi divertono certi articoli, certe scoperte che fanno << scoop >>. Sono nato nel 1955 e dall’età della ragione mi sono imbattuto nelle anomalie di un sistema che non è mai cambiato. Perché accorgersene solo ora, quando si sapeva, era noto e si pagava spesso -come si paga ora- sulla propria pelle? Non sarebbe stato più intellettualmente onesto farlo all’inizio? O all’epoca tessere e lobbies andavano bene a prescindere?

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