Dal Times al brasile: siamo voyeur

giovedì, Novembre 15, 2007 0 No tags Permalink 0

Il principale quotidiano britannico, << Times>>, accusa la giustizia spettacolo italiana. I processi avvengono più in televisione che nelle aule dei tribunali- quando riescono ad arrivarci-, le indagini vengono seguìte passo-passo dai giornalisti quasi fossero dei detectives, il che poi non è un male, molto materiale probatorio finisce prima sui tavoli delle redazioni che agli avvocati stessi. Soprattutto i casi che fanno << audience >>, che procurano morbosità, da Cogne a Perugia, diventano fondamentali per talk show quotidiani e prime pagine. E’ la banalizzazione della cronaca, il fatto di << nera >> che si trasforma in << reality >>. Ma, allo stesso tempo, è un problema di natura legislativa perché non è pensabile che le informazioni giungano prima a chi dovrebbe averle successivamente. Nel mondo, però, il caso italiano non è l’unico, non è isolato. C’è quello brasiliano che è molto interessante. Anni fa ogni volta che arrivavo a Sao Paolo per il Gran Premio mi rinchiudevo in camera d’albergo all’ora del << prime time >> sintonizzandomi su una  trasmissione  quotidiana  dal titolo  << Agui  ahora >>, qui  ora,  una sorta di telegiornale in cui si parlava  di cronaca nera. I  giornalisti erano sintonizzati sulle frequenze della polizia, giravano tutto il giorno  per le strade della metropoli , e  si fiondavano  laddove  c’era un  fatto interessante.  Potevi assistere in diretta o  in registrata  a  un autobus  che era entrato direttamente per una manovra sbagliata  all’interno di un appartamento,  alla ricostruzione di un omidicio,  osservare un arresto in diretta . La cosa bella  era che  i protagonisti,  colpevoli e vittime  (se non uccise),  andavano di fronte alla telecamera a parlare  del perché e del per come.  Quel tipo di trasmissione  molto duro,  con alcuni inviati che  andavano oltre la professione quando descrivevano i fatti , a tal punto  da sfiorare la recita,  era un modo , secondo me, molto più onesto, spettacolare  di fare televisione.  Più che i dibattiti sui casi,  si andava  dentro  al caso stesso  e  si lasciava allo spettatore  il giudizio  morale  o no  sui protagonisti.  Ma era cronaca  allo stato puro, condita  da  qualche  intuizione  geniale  a livello di spettacolo. Un tipo di  telegiornale che in Italia  non ha mai avuto fortuna: ci provò   <<  6  Milano  >>  nei primi  Anni’90  ma nessuno  dopo  di allora  si è voluto rimettere in gioco  fino a  questo punto.  Ed è qui  che le televisioni locali, secondo me,  hanno perso la  battaglia contro quelle nazionali.

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