° Respirò profondamente e lasciò che i suoi occhi vagassero nella distesa imbiancata del campus. D’istinto spense la lampada sulla scrivania e si sedette nella calda oscurità dell’ufficio. L’aria fredda gli riempì i polmoni, e si protese verso la finestra aperta. Ascoltò il silenzio di quella notte d’inverno e in qualche modo gli parve di sentire i suoni che venivano assorbiti dal delicato intrico cellulare della neve. Nulla si muoveva sopra quel bianco. Era una scena di morte, che sembrava attrarlo a sé, risucchiando la sua coscienza nello stesso modo in cui aspirava i suoni dell’aria, seppellendola sotto quel candore gelido e soffice. Si sentì tirare verso quel bianco che si estendeva a perdita d’occhio e che era parte dell’oscurità da cui risplendeva, e da quel cielo chiaro e senza nubi, che non aveva altezza né profondità. Per un istante gli parve di uscire dal suo corpo che sedeva immobile davanti alla finestra. Mentre si sentiva scivolare via, tutto- la distesa bianca, gli alberi, le alte colonne, la notte, le stelle lontane- gli sembrava incredibilmente piccolo e remoto, come se svanisse poco a poco nel nulla. Poi, dietro di lui, udì il clangore di un termosifone. Si mosse e la scena tornò a essere quella di prima. Con sollievo, e con una strana riluttanza, riaccese la lampada della scrivania. Prese un libro e qualche scartoffia, uscì dall’ufficio, attraversò i corridoi immersi nelle tenebre, e uscì dalle grandi doppie porte sul retro della Jesse Hall. Camminò lento verso casa, udendo a ogni passo il rumore soffocato della neve asciutta che scricchiolava sotto i suoi piedi.
<< Stoner >> di John Williams, capitolo 11, pg 208-209, traduzione di Stefano Tummolini Fazi Editore collana Le Strade

A change of speed,

a change of style

a change of scene with no regrets

A chance to watch, admire the distance

still occupied, though you forget.

Different colours, different shades

over each mistakes were made

i took the blame

Directionless, so plain to see

a loaded gun won’t set you free

so you say.

Well’share a drink and step outside

an angry voice and one who cried

We’ll give you everything and more

the strain’s too much

can’t take much more.

Oh i’ve walked on water,run through fire

can’t seem to feel it anymore

it was me, waiting for me

Hoping for something more

Me, see me in this time.

Hoping for something else

(Ian Curtis << New Dawn Fades >>, album << Unknown Pleasures >> Joy Division)

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